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Museo delle Statue Stele

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NUOVO ALLESTIMENTO DEL MUSEO DELLE STATUE STELE al Castello del Piagnaro,
Dal 15 settembre aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 09 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 18,00. 
Il giornale “La Nazione” ha definito il nuovo allestimento “il più grande attrattore culturale della Lunigiana” con luci e scenografie totalmente trasformate, spazi espositivi raddoppiati, abbattimento delle barriere architettoniche interne, innovativi supporti multi mediali. 
Prezzi dei biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro per gli under 14 e over 65 anni e per i pellegrini con credenziale, gratuito per i bambini fino a 6 anni e i disabili. 

Il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, allestito nel castello del Piagnaro di Pontremoli, offre la possibilità di un suggestivo viaggio nel tempo alla scoperta di antiche testimonianze scolpite nella pietra.

Statua Stele

Le Statue Stele, rinvenute negli anni nel territorio della Lunigiana storica, sono ancor oggi oggetti misteriosi; se infatti è possibile collocare le più antiche nell’età del bronzo, tra il III ed il II millennio a.C., e le più recenti nell’età del ferro, VII-VI sec. a.C., restano ancora diverse le interpretazioni sul loro reale significato e sulla loro funzione. Gli interrogativi aperti sono ancora molti ma la visita al museo offre la possibilità di cercare una soluzione, lasciandosi emozionare dal contatto con reperti che, pur nella loro immobilità e nel loro silenzio apparente, hanno ancora tanto da raccontare.
Il castello del Piagnaro che ospita il Museo, domina la città di Pontremoli ed è stato fin dalle sue origini (attorno al X secolo) punto nodale nel sistema di difesa dell’antico borgo murato, definito nel medioevo “chiave e porta della Toscana”.
La città si snoda infatti ai piedi del castello, seguendo il percorso dell’antica via Francigena, percorsa nei secoli da pellegrini, mercanti ed eserciti.
La posizione strategica del castello lo rese quindi una fortificazione di fondamentale importanza sia per la protezione del borgo murato sottostante, sia per il controllo delle strade e delle vallate che conducono ai passi appenninici. Questa fortificazione, distrutta e ricostruita più volte nel corso dei secoli, presenta una struttura molto articolata e si sviluppa a partire dall’imponente mastio, che domina la parte più alta e più antica, per arrivare ai massicci bastioni sei-settecenteschi.
Il castello del Piagnaro, in passato sede di governatori militari, caserma ed anche scuola elementare, ospita dal 1975 il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, oggi intitolato al suo fondatore Augusto Cesare Ambrosi.

Nella valle del fiume Magra si è sviluppato un fenomeno artistico singolare che ha interessato la tarda preistoria e la protostoria: le Statue Stele. Si tratta di stele antropomorfe, scolpite nella pietra arenaria ed innalzate, a partire dal III millennio a.C., dalle popolazioni che abitavano anticamente la Lunigiana.
Le raffigurazioni del corpo umano si distinguono in rappresentazioni femminili (caratterizzate dalla presenza del seno) e maschili (caratterizzate dalla presenza di armi). Alcune stele non presentano invece segni distintivi di identità sessuale.
Non è stato ancora possibile stabilire se esse rappresentino divinità vere e proprie - in questo senso le raffigurazioni femminili sembrerebbero ricondurre al culto della Dea Mater, simbolo di fertilità e di vita - o se si tratti invece di guerrieri, che si volevano commemorare o a cui era affidata la protezione del territorio o dei luoghi di sepoltura.
La prima Statua Stele fu rinvenuta in Val di Vara nel 1827 e da allora i ritrovamenti si sono succeduti fino ai giorni nostri, quando si sono intensificati: basti pensare alle sette di recente scoperte a Groppoli, che hanno portato il numero complessivo dei reperti ad una settantina.
Molte stele sono state ritrovate durante lavori agricoli e operazioni di scavo o riconosciute perché parzialmente emergenti dal terreno.
Altre erano invece all’interno di edifici civili e religiosi, utilizzate come materiale di reimpiego.
Nel lungo spazio di tempo che precede l’arrivo dei Romani, le Statue Stele ci forniscono importanti informazioni sulla cultura e la religiosità di queste popolazioni: armi, ornamenti, iscrizioni ci raccontano di un mondo complesso, ricco di contatti con civiltà diverse eppure ancora misterioso e in gran parte da scoprire.
Il Museo delle Statue Stele Lunigianesi vuole preservare e testimoniare questo singolare fenomeno, attraverso l’esposizione dei reperti originali corredata da pannelli esplicativi.

Le Statue Stele si dividono in tre gruppi per la diversa elaborazione tecnica e stilistica e devono il loro nome al luogo di ritrovamento.

 
Stele Gruppo A
GRUPPO A
È quello che comprende le stele più antiche, caratterizzate da una elaborazione molto stilizzata, ancora più simili alla stele che non alla statua: la testa infatti è appena abbozzata e non si stacca dal corpo, il volto è stilizzato, attributi e ornamenti sono assai schematici. Tali caratteristiche sono ben visibili nella stele Casola in cui l’unica distinzione tra il corpo e la testa è una linea clavicolare, da cui scendono verso il basso, leggermente curvate, le braccia. Il volto presenta la tipica forma ad U e gli occhi sbozzati a pastiglia. La stele presenta anche, in basso, un pugnale a lama convessa con il pomo dell’impugnatura a semidisco.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
GRUPPO B
È il gruppo più numeroso: le Statue Stele mostrano una elaborazione stilistica più curata: la testa si stacca dal tronco ed assume la caratteristica forma a mezzaluna. Il volto (ancora ad U o delimitato da un cerchio) presenta alcuni particolari come gli occhi e, in alcuni casi, le orecchie. Gli ornamenti, come armi e monili, più numerosi e diversificati, presentano una migliore elaborazione formale. La stele Canossa ha raffigurato un pugnale rettangolare, inserito nel suo fodero, decorato con tre cuspidi, mentre la Minucciano III associa alla presenza del pugnale un’ascia di tipo Similaun, in cui è possibile distinguere l’immanicatura dalla lama, che sembra ancora litica.
Anche gli esemplari femminili presentano particolari più curati.


Stele Gruppo B

La stele Treschietto è decorata sul collo da una serie di linee curve parallele, che raffigurano una goliera, un ornamento particolarmente usato nell’età del Bronzo. Ad attirare però l’attenzione in questa statua è la definizione del seno, particolarmente evidente e rifinito con la presenza di capezzoli.
Gli attributi femminili così marcatamente evidenziati hanno portato alcuni studiosi a riferire le stele femminili al culto della dea mater, simboloappunto di vita e fertilità.
Molte statue di questo gruppo presentano inoltre segni inequivocabili del loro riutilizzo, nel corso dei secoli, come materiali di costruzione. La statua Malgrate III, privata della testa, è stata sbozzata e bocciardata nella parte inferiore per essere riutilizzata come mensola in una casa privata, dove poi fu appunto ritrovata.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Stele Gruppo B   Stele Gruppo B  


GRUPPO C

Raggruppa le stele più recenti, che si distinguono dalle precedenti per un ulteriore variazione sia delle forme anatomiche che degli ornamenti.
Ciò che le caratterizza è che sono lavorate “a tutto tondo”, concepite già quindi come statue, per una visione globale e non più solo frontale.
I dettagli del volto, delle braccia e di armi e ornamenti cambiano, mentre compaiono alcune iscrizioni.
La statua stele Bigliolo racchiude in sé tutte le caratteristiche del gruppo più recente.

Stele Gruppo C


È scolpita a tutto tondo e soprattutto le spalle sono ora elaborate nella forma naturale e non più squadrate. Il volto è definito nei suoi particolari, come anche le armi. Sul petto reca un’iscrizione, in caratteri etruschi, il cui significato è ancora incerto.
Di particolare interesse anche la statua stele Montecorto: è mutila e squadrata, esempio di reimpiego in edilizia medievale; presenta anche in questo caso la raffigurazione delle armi impugnate: oltre all’ascia, compare un giavellotto.

Stele Gruppo C


Depliant: Comune di Pontremoli, APT Massa Carrara - Il Museo delle Statue Stele Lunigianesi nel Castello del Piagnaro.
 

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